mercoledì 4 marzo 2009

Lezioni di finanza islamica, in salsa papalina

Marco Taradash segnala una notizia segno dei tempi: sul giornale del Papa, due signore che (Rolli, perdonami!) spiegano bene quale errore sia stato concedere il voto alle donne (e che, per inciso, scrivono per la rivista “culturale” dell’Università Cattolica) scrivono la cazzata del secolo: “Dalla finanza islamica proposte e idee per l’Occidente in crisi”.

C’è da farsi cadere le palle.
Dopo avere conquistato assieme ricchezza e libertà grazie al capitalismo, ora dovremmo ispirare le nostre istituzioni finanziarie ai principi di un’economia stracciona, che genera sudditi ed esporta morti di fame.
Il capitalismo è stato la culla delle libertà moderne: senza l’accumulo di ricchezza e di potere da parte della borghesia, saremmo ancora nelle mani dei nobili e dei preti, e della loro società illiberale, fondata sulla discriminazione e sulla negazione del merito individuale.

Se non vogliamo guardare al passato, guardiamo alla differenza tra le società di capitalismo liberale, e quelle che sono andate alla ricerca di una improbabile “altra via”: nelle prime ci sono ricchezza e libertà (per quanto si faccia a gara a piangere miseria e urlare ai regimi), nelle seconde, immancabilmente miseria e paura: chiedete a chi si è goduto “dal vivo” i paradisi socialisti e comunisti o viene dal mondo islamico, e poi guardiamo il nostro portafogli, e l’elenco di garanzie civili e politiche di cui godiamo, credo che si tratterà di un facile confronto.

Circa i cattolici, beh, è semplice, nonostante gli sforzi di accreditare il contrario, il capitalismo non è figlio del cattolicesimo, proprio perché fonda un potere che ha sempre preteso di essere indipendente da quello temporale della Chiesa, che le dame di “Vita e Pensiero” non lo amino, è solo comprensibile.

L'articolo integrale su: http://papirbrigade.blogspot.com/2009/03/proposito-di-business-etico.html

8 commenti:

  1. Non posso che essere d'accordo, anche se la presente crisi dimostra che occorrono misure per evitare che dei filibustieri confondano la libera iniziativa economica con la libertà di truffare e imbrogliare il prossimo in nome del profitto. Il rispetto per i diritti altrui è sempre stato un presupposto della libertà, compresa la libertà d'iniziativa economica.Gli spacciatori di titoli subprime tossici che hanno provocato una crisi mondiale, con il corollario di disoiccupazione e recessione, li manderei tutti in Iran. L'eccesso di...chiamiamola disinvoltura etica dei Tanzi, dei fiorani, dei manager Enron, è sbagliato come l'eccesso di statalismo che provocò il crollo dell'URSS; EST MODUS IN REBUS, diceva Orazio.

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  4. Ignorante, nonchè vigliacco, sarà l'anonimo

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  5. Le regole di questo blog sono chiare, ben leggibili nella pagina omonima e applicate senza eccezioni, sicché i commenti del nostro anonimo sono finiti nel cestino. :-)

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  8. uhh che noia...
    facciamo così, se questo blog non ti piace, non frequentarlo... così tu eviti di arrabbiarti, e io di dover pulire il pavimento dai tuoi escrementi

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mi raccomando: comportati bene, o sono bastonate!
(ebbene sì, sono tornati i captcha o come accidenti si chiamano; purtroppo ho dovuto metterli per bloccare una nuova ondata di spammer a luci rosse)