Berlusconi è uomo incline alle manie di grandezza, e si starà crogiolando al pensiero del fatto che, andato alle elezioni con la solita coda di scandali, polemiche, senza liste e collezionando figure caprine per una forza che vuole “governare”, è riuscito, praticamente da solo, a sbaragliare ancora una volta l’ennesima gioiosa macchina da guerra.
Ma quando avrà finito di crogiolarsi, s’accorgerà, spero, del disastro.
Ancora una volta s’è provata la sua incapacità, la sua antipoliticità. È stata sì una grandiosa vittoria di Silvio Berlusconi, ma una sconfitta politica del centrodestra.
Dopo sedici anni, la maggioranza del Paese è ancora priva di una organizzazione politica affidabile, in mano ai “dilettanti allo sbaraglio” di Corrado, capaci di non riuscire a presentare liste inattaccabili in Lombardia (dove governano più o meno da sedici anni) e in Lazio (dove la macchina degli ex AN avrebbe dovuto essere efficientissima), di lasciare la Puglia a quell’imbonitore di Vendola, passato indenne da una stagione vergognosa, e di farsi sfuggire la Liguria, che in realtà poteva essere conquistata se solo i capataz locali (Scajola et al.) non fossero lo strazio che sono.
Certo, una volta che hai vinto lo scudetto non stai a ricordare che qualche partita l’hai vinta per autorete dell’avversario, ma che il Piemonte sia un gentile omaggio di Beppe Grillo è innegabile.
E, per inciso, la Lega dilaga per davvero, mentre a sinistra l’Italia dei Malori e le Cinque stelle hanno assieme un consenso imbarazzante per forze destabilizzanti e sostanzialmente fasciste, una bella prospettiva per il futuro e per le riforme.
Sopra a tutto, però, c’è il problema di un soggetto politico che ha ancora bisogno del padre, il quale ha 73 anni e difficilmente parteciperà ad altre elezioni (ce l’ha ora la maggioranza per farsi eleggere Presidente della Repubblica?).
Quindi complimenti, ma festeggiamenti pochi, perché i problemi sono solo all’inizio.
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martedì 30 marzo 2010
giovedì 7 gennaio 2010
Elezioni regionali in Lombardia: la candidatura di Marco Cappato e la realpolitik
Gira questa idea di candidare il radicale Marco Cappato alla presidenza della Regione Lombardia.
Concordo con chi dice che si tratta di una bella candidatura, in grado di dare voce agli elettori liberali della Lombardia. Per una campagna elettorale che valorizzi posizioni autenticamente alternative a quelle del “partito unico dxcentrosx”, per una battaglia politica che attraversa le regionali e va oltre.
In poche parole, un’idea senz’altro divertente.
Ma…
Concordo con chi dice che si tratta di una bella candidatura, in grado di dare voce agli elettori liberali della Lombardia. Per una campagna elettorale che valorizzi posizioni autenticamente alternative a quelle del “partito unico dxcentrosx”, per una battaglia politica che attraversa le regionali e va oltre.
In poche parole, un’idea senz’altro divertente.
Ma…
Ma il PD ha già iniziato ad affiggere i manifesti per Penati.
Questo significa che, quando Penati perderà (perché perderà), Cappato diventerà il capro espiatorio della sconfitta: “sono stati i radicali a dividere l’elettorato del centrosinistra!”, urleranno compatti piddini, comunisti assortiti e quelli dell’Italia dei Valori immobiliari…
Dall’altro lato, a Roma Zingaretti sembra dichiarare che, in mancanza di nomi di maggior peso, sarebbe giusto convergere sulla candidatura della Bonino.
Sarò legato alle logiche della “vecchia” politica (che però almeno erano logiche), ma sono disposto a scommettere che “in cambio del sostegno a Emma”, Cappato dirà “grazie, ma no”.
Se poi fossi smentito, la mia firma alla candidatura ce la metto, per quel che servirà…
Questo significa che, quando Penati perderà (perché perderà), Cappato diventerà il capro espiatorio della sconfitta: “sono stati i radicali a dividere l’elettorato del centrosinistra!”, urleranno compatti piddini, comunisti assortiti e quelli dell’Italia dei Valori immobiliari…Dall’altro lato, a Roma Zingaretti sembra dichiarare che, in mancanza di nomi di maggior peso, sarebbe giusto convergere sulla candidatura della Bonino.
Sarò legato alle logiche della “vecchia” politica (che però almeno erano logiche), ma sono disposto a scommettere che “in cambio del sostegno a Emma”, Cappato dirà “grazie, ma no”.
Se poi fossi smentito, la mia firma alla candidatura ce la metto, per quel che servirà…
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