domenica 16 novembre 2008

Di Cavaliere ce n’è uno, e già ci basta

Sinceramente, di un altro che, per carattere, imprudenza o calcolo, dà fuoco ai pozzi, non se ne sentiva proprio il bisogno. 
Le sparate sui “fannulloni di sinistra” forse qualcuno potrebbe pure evitarsele. 
I fannulloni sono, come gli stupidi, una categoria assolutamente trasversale. 
Nascono dalla noia, dalla certezza dell’impunità, dalla mancanza di ogni meccanismo che premi il merito, dall’essere la persona sbagliata al posto sbagliato… la destra e la sinistra proprio c’entrano poco.
Che si tratti di una battuta infelice, o del tentativo di aprire un nuovo fronte, si è trattato in ogni caso d’un errore, del quale si poteva fare decisamente a meno, punto.

venerdì 14 novembre 2008

Buffonata di vigilanza RAI

Spiacevole, molto spiacevole il colpo di mano della maggioranza.

Detto questo, siccome dovremmo essere tutti in grado di ragionare, almeno un pochettino, sorge solo una domanda: perché il centro destra ha dovuto rinunciare al proprio candidato per la Corte Costituzionale, per proporne un altro che incontrasse anche il favore del centro sinistra, e il centro sinistra dovrebbe invece avere il diritto di imporre chiunque di proprio gradimento alla presidenza della commissione di vigilanza RAI? 

Premio, per chi offre una risposta convincente a questa domanda, una notte con Costantino Vitagliano.

giovedì 13 novembre 2008

Lo strano intreccio mediatico-chiesastico

Lo strano intreccio mediatico-chiesastico
di Paolo Pillitteri

Si ha un bel dire “è la stampa bellezza!” come se bastasse la parolina magica a giustificare qualsiasi presa di posizione mediatica manco si trattasse di un “Ipse dixit”, o, peggio ancora di un “ex cathedra”. Par l’appunto, come una decisione papale, dello stesso tenore di quella a proposito dell’assassinio di Eluana. In altri termini, il padre della ragazza è un potenziale omicida. “Equivale a un assassinio sospendere il cibo e l’acqua”, parola del ministro della Sanità del Vaticano, Mons. Barragan. L’affermazione, certamente autorevole, in risposta alla posizione del Pg di inammissibilità del ricorso della Procura di Milano, è certamente un elemento di pressione sulla suprema corte riunita in camera di consiglio. Un’offensiva invasiva, per dire. “Giudici fermatevi, cosi uccidete Eluana” è, infatti, il titolo della “Stampa”, quotidiano che non diversamente da molti, dà uno spazio enorme alla posizione della Chiesa. Sulle prime pagine è dunque in atto una offensiva di parte, che soltanto un apparato mediatico come il nostro poteva enfatizzare omettendo le posizioni diverse, al di sopra della Cassazione, ben oltre la normale dialettica.

Nessun quotidiano italiano, per un ragione o per l’altra, di destra o di sinistra, laico o confessionale, è riuscito a trattenersi al di qua della linea della sobrietà, del confronto civile e, soprattutto, della consapevolezza che sui temi etici la posizione religiosa ha la stesso identico peso delle altre. A meno che sia il ministro della sanità vaticano il supremo decisore, al di sopra di famiglie, medici, giudici e, perché no, degli stessi mass media. Nel frattempo, su tutti o quasi i media italiani si ignorano le posizioni di Umberto Veronesi a proposito del testamento biologico (quando sarà votato sarà sempre troppo tardi!) o quelle di Ignazio Marino. Del resto, il silenzio assordante dei politici “laici”, nei due Poli, la dice lunga sul deficit di cultura laica e liberale denunciato più volte da questo giornale, dai valorosi radicali di Pannella e Bonino e da pochisimi altri.

Contemporaneamente, un’altra offensiva, questa volta preventiva, è stata lanciata dalla Chiesa contro Barack Obama, accusato di avere posizioni diverse, su aborto, staminali, ecc., rispetto a Bush. Ma è persino ovvio che questo nuovo Presidente Usa abbia idee distinte e distanti dal suo precedessore, anche su simili temi. Che fare? Una guerra religiosa? Ma va. E meno male che il teologo Vito Mancuso dell’Università San Raffaele ha respinto dogmatismi e crociate su tali argomenti: “Usare la parola omicidio nei confronti dei genitori mi sembra un gesto molto violento... L’ideale sarebbe avere il testamento biologico”. Appunto. Poco spazio è stato invece dedicato, et pur cause, alla notizia della tredicenne inglese che ha chiesto di non voler più vivere a causa di una chemioterapia che le ha danneggiato il cuore irrversibilmente e, dunque, rifiuta trapianti inutili e dannosi. Ebbene a questa Hannah Jones i medici prima e poi i giudici hanno risposto positivamente. “Lasciate che me ne vada in pace” ha sussurato ai suoi famigliari consenzienti. Non è quello che tutti noi vorremmo? Vivere e morire in pace. O è un assassinio/suicidio? Ma va.

Guarda, guarda, guarda il bel pinguino innamorato

martedì 11 novembre 2008

I sinistrati? Siamo noi.

Ieri sera, Gad Lerner ha condotto un’interessante puntata del suo show dedicata alla sinistra italiana, e allo stato di questa.
La puntata era appunto interessante, e ne ho seguito un po’; tra l’altro m’ha permesso di ascoltare un Bondi che, liberato da contesti in cui è costretto a fare il cantore del Cavaliere, è pure un interlocutore pacato e interessante.
Solo che…

Solo che il più giovane lì era appunto Lerner (classe 1954), e tutti stavano a rimirarsi il pisello parlando, essenzialmente, del passato.
L’analisi sui problemi della sinistra m’è parsa pure interessante (brava e moderata la giornalista del Manifesto), ma a mio avviso paga una distrazione su un problema sottostante: quello di una politica impegnata a discutere sempre e comunque del passato.

In questi giorni, stanno tutti a celebrare l’elezione del nuovo Messia alla guida degli Stati Uniti d’America, che a tutti piace perché è abbronzato, ha un bel sorriso ed è molto "giovane".
Ma da queste parti, a uno nato nel 1961 chi darebbe la possibilità di diventare Presidente della Repubblica?

E il problema è tutto qui: gli uomini si portano addietro il loro passato, e più invecchiano e più quel passato s’allunga, con il suo carico di errori, di odii, di occasioni mancate di cui vendicarsi; e mentre gli uomini continuano a cercare di rimediare al passato, il futuro non è più, e si perde il tempo nei dibattiti a chiedersi come mai la propria parte politica non è più in grado di parlare alla società, senza mai riflettere sul fatto che mentre la società cambiava, la propria parte politica continuava a ricordare i bei tempi della prima comunione.