giovedì 3 settembre 2009

I leghisti ci mettono un po', ma poi si adeguano...


Diciamo che i leghisti ci hanno messo un po’, ma la lezione l’hanno appresa e ora sono in tutto uguali ai partiti della prima Repubblica…
Renzo Bossi, figlio d’arte di Umberto, noto più che altro per la sua cronica incapacità di conseguire la maturità, è stato nominato nel consiglio di direzione dell’“Osservatorio sulla trasparenza e l’efficacia del sistema fieristico lombardo”.

Almeno nei partiti della prima Repubblica c’erano i professionisti, i professori universitari, i titolari di un serio diploma, e quelli che non avevano preso la maturità potevano portare come scusante il fatto che a 18-20 anni erano in guerra, in un campo di concentramento o sulle montagne a fare i partigiani, anche “solo” in fabbrica a far girare il tornio… Renzo Bossi, come direbbe suo padre, al massimo può dire che sta facendo “la trota”.

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(ebbene sì, sono tornati i captcha o come accidenti si chiamano; purtroppo ho dovuto metterli per bloccare una nuova ondata di spammer a luci rosse)