lunedì 22 marzo 2004

Nuovo giro di valzer per i radicali

Ma non erano pronti a coltivare le margherite? Gli amici radicali si innamorano e disinnamorano troooppo in fretta... sono addirittura più scostanti di Bossi!

I RADICALI E LA CDL. CAPEZZONE: PER L'INTESA ESSENZIALI RIFORME

Presidenzialismo all'americana e all'uninominale secco, politiche economiche liberiste. Dove sono finite queste battaglie?

Daniele Capezzone, segretario Radicali Italiani''Occorre persuadere i radicali che possono avere ancora la possibilita' di raggiungere un'intesa politica, anche circoscritta, con il centro-destra e persuadere la CdL a non rimuovere piu' la questione radicale''. Risponde cosi' il segretario dei radicali italiani, Daniele Capezzone, agli esponenti di An Maurizio Gasparri e Italo Bocchino in un pubblico confronto a palazzo Valdina. L'esponente radicale ricorda la scelta del '94: sette radicali candidati al nord con il sostegno del centro-destra ma Pannella candidato a Roma contro Gianfranco Fini. ''Berlusconi - prosegue Capezzone - venne 10 giorni dopo a dirci si' al presidenzialismo all'americana e all'uninominale secco; un anno dopo, arrivo' la nomina di Emma Bonino a commissario europeo. Dove sono finite queste battaglie, le politiche economiche liberiste, le riforme per i cittadini, l'impegno per la riforma dell'Onu? Su questo fronte - aggiunge il segretario dei radicali italiani - lavoriamo con Bush, i falchi e Soros e non riusciamo a lavorare con il governo del nostro paese. Sono scoraggiato dal cammino politico del centrodestra e del centrosinistra. Quest'ultimo, ha bisogno di trovare all'estero un leader socialista per poi rinnegarlo: esaltarono Blair, poi Lula e ora Zapatero, che non e' quello che pensano loro. Occorre, soprattutto per il centrodestra - conclude Capezzone - uno scatto nella propria politica''.

fonte: Linoonline

Tanto per capirci

C'è qualcuno che ammazza i leader terroristi, ci sono leader terroristi che trasformano i bambini in aspiranti suicidi... e ci sono finte vergini che urlano allo scandalo.

La sola critica da muovere al Mossad ed all'esercito israeliano è sulla loro pigrizia...

Questo collegamento era in libero pensiero

In morte di un assassino

Valori cristiani e buona creanza vorrebbero che si inorridisse di fronte ad un assassinio, come quello dello sceicco cieco di Hamas.
Un robusto senso della realtà invece ci spinge a festeggiare: la morte di un assassino, di un lurido omicida di civili della parte avversa e della propria parte, in questo caso in prevalenza giovani e giovanissimi, non può che sollevarci.
Uno di meno.
Uno in più a spiegare ai suoi complici che non ci sarà pace per loro, che potranno nascondersi quanto vogliono, ma prima o poi faranno la stessa fine.
Chissà che ciò non li riduca a più miti consigli.

I giornalisti - Honoré de Balzac

Ed eccoci a un libro scoperto per caso, scanalando alla radio mentre tornavo dalla visita a un cliente (ebbene sì, riesco a fare zapping persino sull'autoradio).
Questo libro ha oltre centosessant'anni, ed è di stretta attualità. Uno per uno, giornali e giornalisti, sono descritti nella loro essenza, e, mentre avanza la descrizione, la loro figura assume le sembianze di quel direttore, di quella testata, che tu conosci tanto bene e alla fine è una gara: quella ad assegnare i nomi di oggi alle pagine di un libro di ieri.
Il libro è stato pubblicato in Italia da una piccola casa editrice, nel 1992: è meglio avere un libraio di fiducia, cui fare l'ordine.
I giornalisti - Honoré de Balzac, Abramo, 8 euro

Koba il terribile - Martin Amis

Per chi ancora coltivasse l'illusione che "la rivoluzione d'ottobre era buona, è stato Stalin che..." questo libro è un bel viaggio nell'inferno concentrazionario dell'Unione Sovietica, pre e durate Stalin.
Dalla rivoluzione in poi, un lungo cammino costellato di morti, scientemente ricercati, per costruire l'uomo nuovo sovietico.
Una descrizione che ha a volte dell'incredibile, a cui non riesci ad abituarti lungo tutto il libro.
Nel suo sforzo di documentare l'orrore di un sistema, il libro però fallisce un obiettivo: quello di spiegare come sia stato possibile che così tanti ci credessero (o facessero finta) all'esterno dell'Unione Sovietica, come la cultura europea ed americana non siano riuscite a sviluppare per quell'esperimento lo stesso orrore di cui è circondato il nazismo. Nonostante le piccole figure di intellettuali europei e statunitensi che incontriamo nel libro, e nonostante il loro evidente fallimento, nessuna riesce a rispondere a questo perché.
Koba il terribile - Martin Amis, Einaudi, 17 euro