Il mio punto di partenza è che ogni bambino che nasce in più è una buona notizia. Finché quella nascita non è figlia del caso ma di una ricerca e di un progetto, per me è una buona notizia.
Alcuni pongono un problema diverso, quello delle donne che accettano di condurre la gravidanza.
Ci sono molti casi in cui è fatto per “convinzione”, perché stai offrendo una possibilità a persone che ami e che per le più diverse vicende della vita non potrebbero fare altrimenti, o perché ci credi per motivi “ideologici” (anche i motivi etici sono ideologici), tutte ragioni che ognuno valuta dal punto di vista delle proprie convinzioni e della propria esperienza di vita e che però per me vogliono dire una scelta generosa.
Ci sono, sicuramente persone che lo fanno per denaro; lo fanno perché ne hanno veramente bisogno o perché per loro è un modo come un altro per avere un reddito in un certo momento della propria vita.
Nel primo caso sono addolorato, perché immagino che ci sia sofferenza, che la scelta non sia convinta e che tutto quanto (per usare un eufemismo) non sarà “vissuto bene”, ma non ci sto a dire che “la colpa” è degli aspiranti genitori: le donne che si trovano in questa situazione, si trovano in questa situazione a prescindere dalla possibilità di una maternità surrogata.
Gli aspiranti genitori non sono dei mecenati, ma neppure degli assassini come vengono dipinti; in loro assenza ci sarebbero solo un bambino in meno e una donna comunque disperata, forse anche più disperata.
Sulle donne che lo fanno senza essere costrette, solo per avere un reddito in un certo momento della propria vita, beh sì la cosa mi lascia perplesso, ma non riesco a giudicarle: nessuno conosce la strada percorsa dal prossimo, nessuno può giudicare.
Nelle discussioni su questo tema cerco di non fare propaganda, perché queste sono cose serie, non le sciocchezze della politica nostrana: al netto di tutti i dubbi e di tutte le domande che mi pongo pure io per me ogni maternità surrogata vuol comunque dire un bambino in più, un’anima che sarà amata e che potrà restituire quell’amore da adulta, in questo mondo così strano e dolente.
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mercoledì 2 marzo 2016
martedì 2 febbraio 2016
La guerra asimmetrica di Giorgia Meloni
Partiamo da un punto che direi scontato, ma ineludibile:
sono felice per la signora Meloni e il suo compagno, sono sicuro che questa
gravidanza sia il frutto di un amore sincero tra loro due e auguro loro una gravidanza
tranquilla e felice, e tanta gioia nel veder nascere e crescere questo bambino,
che sarà sicuramente destinatario dell’amore infinito dei suoi genitori. Non è forma, è ciò che penso, spero e prego ogni
volta che ho notizia di una gravidanza, perché pur non avendo avuto la
possibilità di esser padre sono stato figlio e so cosa siano dei genitori e cosa
sia l’amore di un genitore.
Che una signora che per campare fa politica da quando
portava le scarpe di Hello Kitty si adombri di ciò che è successo lo trovo
incredibile, insostenibile e inverecondo. Mi ricorda le starlette della televisione
che, dopo avere sfruttato ogni “photo opportunity” per far carriera, si
lamentano del fatto di veder violata la propria privacy.
Non siamo mica noi ad aver partecipato in questi anni a un
movimento d’opinione che sistematicamente mette in discussione l’onestà, la
sincerità e la purezza d’intenti di chi sta cercando una maternità o una
paternità, un movimento che descrive aspiranti madri e padri (il più delle
volte normalissime sfortunate coppie eterosessuali) come rapaci avvoltoi che
rubano bambini per turpi scopi.
Non è mica un problema di dizionario, eh, perché anche tolto
l’improponibile Gasparri si possono dire cose truci e cattivissime senza
neppure una volta scrivere “baldracca” o cose del genere, e questo è stato
fatto parlando di uomini e donne che stanno solo cercando un po’ di sicurezza
nelle loro vite.
La signora Meloni ha partecipato attivamente a questo movimento e, di più, ha deciso liberamente di “calare l’asso”: di usare la propria maternità in mezzo a una manifestazione politica di tal fatta.
Può essere stata assoluta leggerezza, il non fare caso a
circostanze e soggetti partecipanti, il dimenticarsi che i propri colleghi di
marcia sono gli eredi diretti di chi pochi decenni fa, in nome dell’immutabile
famiglia naturale, additava come pubblici concubini chi si sposava in comune,
figuriamoci un’orgogliosa ragazza madre.
Oppure può essere stato calcolo, il voler dimostrare che la
folla di piazza San Giovanni non era composta da ipocriti e bigotti baciapile,
bensì da persone moderne, che accettano le nuove famiglie e che però eccetera
eccetera.
In entrambi i casi, quando getti il tuo bambino in pasto
alla macchina della polemica non puoi stupirti di quel che accade dopo.
Se lo fai, o sei stolta, oppure stai teorizzando il tuo
diritto alla guerra asimmetrica, a colpire e ferire i sentimenti e la dignità
pubblica della tua controparte, nascondendoti dietro al tuo bambino per evitare
i colpi di risposta.
Con tutti i più sinceri auguri di vero cuore per la maternità, forse è il caso che questa signora faccia la mamma, che è un lavoro impegnativo e nobile che può riempire e dar senso a un’intera vita, perché per la politica o è troppo pura o è troppo scafata.
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Giorgia Meloni
venerdì 18 aprile 2008
I soliti comunisti
In Russia si mangiano i bambini?
Certamente, purché siano di cioccolata.
Eloquenti le foto pubblicate sulla Pravda e che mostrano a che livelli possa essere giunta la maestria dei pasticcieri d'Oltrecortina (come si diceva un tempo).
Eloquenti le foto pubblicate sulla Pravda e che mostrano a che livelli possa essere giunta la maestria dei pasticcieri d'Oltrecortina (come si diceva un tempo).
Inutile dire che le immagini ripropongono dei neonati di cioccolata semplicemente perfetti e colorati in varie posizioni, perfino lo sbadiglio tipico dei bebè... come dire: i bambini sono proprio buoni.Su Affari Italiani la galleria dei virgulti da mangiare... per quelli da bollire c'è chi se ne sta occupando...
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