Il Corriere della Sera annuncia che un parroco qualunque risarcirà cinque vittime di suoi atti pedofili...
Mi sovvengono due massime:
una attribuita a Voltaire "Per capire chi ti comanda basta vedere chi non potete criticare"
un'altra di Leo Longanesi "Non è la libertà che manca; mancano gli uomini liberi"
Al Corriere, che per anni ha fatto gara con altri rivenditori di carta da cesso nel pubblicare le cose più indiscrete sulla vita privata del prossimo, improvvisamente hanno scoperto la discrezione, chissà come mai, chissà chi è questo parroco "qualunque", chissà che ruoli ha avuto, chissà quanti dei suoi colleghi di fraternità sciamano nella redazione del giornalone...
Vi aiuto io: si tratta di don Mauro Inzoli, già uomo chiave di Comunione e Liberazione, al centro da anni di una brutta storia di pedofilia, per tutto il resto c'è Google.
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giovedì 12 maggio 2016
mercoledì 14 luglio 2010
Pausa pranzo.
Questo tipo di studi e di conseguenti articoli mi lasciano solitamente indifferente: dal mio punto di vista si tratta di ricerche finalizzate a imbrattare un po’ di carta e di articoli destinati a riempire in maniera “nobile” i buchi lasciati dalla mancata vendita di spazi pubblicitari.
Premesso questo, io mangio a pranzo, ma lo faccio in fretta e spesso chiuso nel mio ufficio.
Il fatto è che non sopporto i bar, il chiacchiericcio, il dover stare a tavola ad ascoltare le stupidaggini del prossimo, e allora mi porto la pappa da casa.
Circa l’immagine dickensiana di quelli che salterebbero il pasto “per fare bella figura col capo”, a me non pare di vedere molta gente (almeno nella mia azienda) impegnata in questo tipo di PR. Quelli che saltano il pasto di solito non hanno alcun bisogno di fare "bella figura", lo fanno perché hanno un senso del dovere deformato e si riconoscono così tanto nei problemi organizzativi aziendali da dare anche più di ciò che gli è chiesto.
Però è vero: siamo tutti sempre più di corsa, nel disperato tentativo di "recuperare", e più cerchiamo di "recuperare" più la fatica e lo stress ci rallentano e aumentano lo squilibrio tra le cose fatte e quelle da fare, finché ti arrendi mentalmente e guardi crescere il cumulo delle come da fare che non farai mai...
articolo sul "corriere della sera": Uno su quattro salta la pausa pranzo - colpa dello stress lavorativo provocato dalla crisi economica
Premesso questo, io mangio a pranzo, ma lo faccio in fretta e spesso chiuso nel mio ufficio.
Il fatto è che non sopporto i bar, il chiacchiericcio, il dover stare a tavola ad ascoltare le stupidaggini del prossimo, e allora mi porto la pappa da casa.
Circa l’immagine dickensiana di quelli che salterebbero il pasto “per fare bella figura col capo”, a me non pare di vedere molta gente (almeno nella mia azienda) impegnata in questo tipo di PR. Quelli che saltano il pasto di solito non hanno alcun bisogno di fare "bella figura", lo fanno perché hanno un senso del dovere deformato e si riconoscono così tanto nei problemi organizzativi aziendali da dare anche più di ciò che gli è chiesto.
Però è vero: siamo tutti sempre più di corsa, nel disperato tentativo di "recuperare", e più cerchiamo di "recuperare" più la fatica e lo stress ci rallentano e aumentano lo squilibrio tra le cose fatte e quelle da fare, finché ti arrendi mentalmente e guardi crescere il cumulo delle come da fare che non farai mai...
articolo sul "corriere della sera": Uno su quattro salta la pausa pranzo - colpa dello stress lavorativo provocato dalla crisi economica
lunedì 29 marzo 2010
Il Corriere della sera e il “pacco” del principe Alberto
Io non visito spesso il sito del corrierone, il cui prestigio è da molti decenni in caduta libera, ma questa immagine che ho trovato su internet m’ha lasciato di stucco:

A prescindere dal fatto che non si capisce bene se siano quel frocione di Albert(o) di Monaco o quella ninfomane della sua fidanzata a “rimirare il pacco”, resta la sorpresa d’una didascalia così volgare sul sito di uno dei più antichi quotidiani italiani.
È chiaro che la corsa al risparmio nella gestione dei portali dei quotidiani ha condotto all’assegnazione della loro gestione a internali che probabilmente aggiornano il portale da casa mentre si grattano il pube, però simili incidenti (in fondo addirittura meno gravi degli sfondoni spesso presi con informazioni inesatte, incongrue o palesemente false) dovrebbero spingere gli editori a qualche riflessione.
Com’è, come non è, dopo qualche ora il commento è stato sostituito con altro più neutro:

Non si può far altro che richiamare la saggia esclamazione di “Scene di lotta di classe a Berverly Hills”, e concludere che “tutto è perduto, anche l'onore”.
il sito del Corriere

A prescindere dal fatto che non si capisce bene se siano quel frocione di Albert(o) di Monaco o quella ninfomane della sua fidanzata a “rimirare il pacco”, resta la sorpresa d’una didascalia così volgare sul sito di uno dei più antichi quotidiani italiani.
È chiaro che la corsa al risparmio nella gestione dei portali dei quotidiani ha condotto all’assegnazione della loro gestione a internali che probabilmente aggiornano il portale da casa mentre si grattano il pube, però simili incidenti (in fondo addirittura meno gravi degli sfondoni spesso presi con informazioni inesatte, incongrue o palesemente false) dovrebbero spingere gli editori a qualche riflessione.
Com’è, come non è, dopo qualche ora il commento è stato sostituito con altro più neutro:

Non si può far altro che richiamare la saggia esclamazione di “Scene di lotta di classe a Berverly Hills”, e concludere che “tutto è perduto, anche l'onore”.
il sito del Corriere
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