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mercoledì 22 giugno 2016

Otto anni di carcere. Per aver bevuto una birra. Lo chiamano "omicidio stradale"

Scrive "il Dubbio":
Il 19enne Emanuele era alla guida. Ha avuto un incidente ed è morto un amico. Emanuele è un ragazzo di Siracusa di diciannove anni. Ha bevuto una birra, l'altra sera, prima di mettersi alla guida della macchina della sua mamma. Una: una sola. È stato imprudente, perché la legge prevede che se guidi una macchina puoi anche bere una birra, ma soltanto se hai la patente da qualche anno. Lui l'aveva presa solo da un anno, e allora la legge dice: alcool zero. Giusto. È pericoloso guidare l'auto, quando sei ancora inesperto, se non sei lucidissimo.Emanuele, sabato notte, ha ha avuto un incidente, la sua macchina si è ribaltata e un amico che stava con lui, sul sedile posteriore, Sebastiano, diciotto anni, è morto. Un altro amico, Simone, 17 anni è rimasto ferito, ma non è in pericolo di vita. Emanuele è stato trovato dai carabinieri seduto vicino all'auto, sotto choc, piangeva a dirotto, disperato. Forse non si riprenderà più dal senso di colpa per avere causato la morte di un amico al quale era molto legato.Ma allo Stato, giustamente, delle emozioni frega poco. Contano le leggi. La nuova legge sull'omicidio stradale stabilisce che la pena minima per quel che ha fatto sono otto anni. Senza condizionale, senza sconti, senza attenuanti. La legge non lascia nessuna discrezionalità ai giudici. Simone dovrà scontare la pena in cella. È giusto così? La ferocia e la rigidità della legge sono utili? Pagare per aver bevuto una birra con una pena simile a quella per l'omicidio volontario, aiuta la civiltà? Forse no. Forse aiuta solo i partiti che l'hanno votata per far pace con la spinta travolgente del giustizialismo.
L'orrore si materializza, le previsioni da Cassandra che taluni facevano durante il dibattito sulla legge sull’omicidio stradale si dimostrano accurate: più d’una legge inutile, questa è stata una autentica follia che rovinerà ancora più vite... 
Siccome i nostri Stimati Magistrati non sono in grado di distinguere lo stronzo che fa una strage perché è solito girare per strada pieno di droga o di alcool da un ragazzino che s'è fatto una canna o bevuto una birra e magari è stato coinvolto in un incidente che sarebbe avvenuto comunque, allora roviniamo il secondo, tanto al primo della galera non gliene può fottere di meno.
Questo ragazzo è il primo di una serie di persone che saranno rovinate da quello che è veramente un incidente, altro che “dolo per previsione dell’evento” “colpa cosciente” e altra dottrina: un errore, punto.
Sicuramente verrà sollevata la questione di legittimità costituzionale, me lo auguro, anche se la Corte Costituzionale è storicamente abbastanza compliante con le scelte punitive del Parlamento (diversamente peraltro il Codice Rocco non sarebbe sopravvissuto al nuovo regime costituzionale).
Qui c'è una piccola possibilità: il fatto che si potrebbe ritenere violato il principio di responsabilità personale, perché si potrebbe sostenere che si tratta di una forma di responsabilità oggettiva (ti punisco perché hai la patente da meno di due anni), però è arduissima in logica e di fronte a una Corte più sensibile a garantire le pensioni che libertà...
Complimenti ai cialtroni che hanno voluto, sostenuto e votato questa legge.