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mercoledì 11 marzo 2009

Le commoventi preoccupazioni dei devastatori del panorama urbano del bel Paese

I fedeli lettori ricorderanno la prima legge del Gabibbo sugli allarmi lanciati dai sinistri:

  • quando li si sente strillare, i sinistri, su una grave minaccia che incombe sulle nostre teste (democrazia, libertà sicurezza sociale, pace), i casi sono due: o si tratta di una porcata che hanno già commesso e gli è riuscita male, oppure si tratta di una porcata che vorrebbero commettere loro, e stanno cercando di impedire agli avversari di arrivare per primi.

Questa legge è sempre valida, con più conferme sperimentali di quella di gravitazione universale, e trova una ulteriore conferma nelle lamentazioni del gotha dell'architettura italiana.


Ben scrive Vittorio Sgarbi ricordando gli scempi che questi incredibili (nel vero senso della parola) difensori del paesaggio hanno firmato.
Nel suo piccolo, l'autore di questo blog v'ha raccontato già il ferragosto del 2004 il moto di raccapriccio che un comune cittadino può provare a visitare il parto (l'aborto) di uno dei firmatari dell'appello, l'architetto Gregotti con la sua
Bicocca e, per chi non avesse voglia di andare fin lì, c'è sempre la possibilità di un giretto in piazzale Cadorna, dove la signora Aulenti ha firmato una roba da incubo, tra aghi, fili e facciate verdone che sembrano prese dagli interni di un negozio d'abbigliamento maschile degli anni '80…


Il rischio che si trasformi in una colata di cemento, forse c'è. Ma le cassandre che oggi alzano i loro lai farebbero bene solo a nascondersi.